L’Osteopatia si prefigge l’obiettivo di intervenire su:

  • Rieducazione dello sportivo

    Distorsioni, pubalgie, tendiniti, contratture muscolari, epicondiliti, trattamento pre e post gara, riequilibrio articolare e fasciale, bendaggi funzionali.

  • Trattamenti muscolo-scheletrici

    Colpo di frusta, ernia, sciatalgia, periartriti, dolori ricorrenti, cervicalgie acute e croniche, asimmetrie posturali, disfunzioni temporo-mandibolari.

  • Riequilibrio in gravidanza

    Lombalgia, pubalgia, riequilibrio del bacino e colonna in preparazione al parto, valutazione nel post-parto del pavimento pelvico.

  • Trattamento del bambino

    Valutazione delle asimmetrie funzionali del neonato (da cesareo), coliche gassose, plagiocefalie, asimmetrie posturali, iperattività, otiti frequenti.

  • Riduzione dei sintomi attraverso il riequilibrio viscerale

    Stipsi, amenorrea adolescenziale, reflusso gastroesofageo, colon irritabile, difficoltà digestive, tensioni diaframmatiche, trattamento delle cicatrici.

  • Trattamento cranio-sacrale

    Insonnia, mal di testa, emicranie, cefalee, vertigini, acufeni, ronzii, sinusiti, paraformismi in età evolutiva (scoliosi, dorso curvo, ipercifosi).

La postura

La postura fisiologica garantisce l’equilibrio a riposo e in movimento con il minimo dispendio energetico.

È il risultato della comunicazione tra i sensori corporei (che percepiscono le variazioni della forza di gravità e la posizione del capo nello spazio) e i muscoli della colonna e degli arti inferiori.

L’equilibrio posturale è il rapporto tra soggetto e ambiente; il soggetto assume la postura ideale rispetto alla situazione ambientale e secondo schemi neuromotori.

Dipende da una serie di meccanismi riflessi coordinati che la mantengono.

Apparato stomatognatico

Per apparato stomatognatico si intende il complesso funzionale costituito da organi e tessuti che svolgono funzioni digestive (salivazione, masticazione, deglutizione), respiratorie (fonazione) e di relazione (mimica).

Esso è integrato nel complesso sistema posturale dal quale a sua volta è influenzato.
Tutto l’apparato è fortemente innervato e ricco di recettori di varia natura che inviano al nostro cervello continue informazioni sulla postura.

Le catene muscolari

Kabath afferma che il cervello conosce solo processi motori, non i singoli muscoli. Questo significa che il sistema nervoso centrale comanda il corpo ragionando in funzione del movimento.

I fattori psicologici possono modificare la funzionalità delle catene muscolari, le quali a loro volta influenzano le catene miofasciali dominanti.

Tutte le catene muscolari hanno origine dal cranio: ciò significa che una alterazione masticatoria si ripercuote necessariamente sulla postura.

La muscolatura è programmata in maniera tale da formare un ambiente il più possibile adeguato per la funzione dell’organo affetto.

Il modello cranio-sacrale

Non si deve considerare il cranio come una semplice scatola di contenimento: esso è un complesso sistema composto da molte ossa articolate tra loro per mezzo di suture che rimangono mobili per tutta la vita.

La mobilità cranica è necessaria a compensare un movimento ciclico eseguito dalle masse cerebrali chiamato Impulso Ritmico Craniale (C.R.I.).

Come tutte le articolazioni anche le suture possono incorrere in una disfunzione e portare perciò a un blocco funzionale di un determinato settore o al cranio nella sua totalità.

Poiché le catene muscolari che influenzano la postura globale originano dal cranio, si può comprendere quanto sia importante che la funzionalità dei micro-movimenti cranici rimanga intatta.

In sintesi:

  • Il corpo umano, con la stazione eretta, è in continuo equilibrio instabile; ciò significa che esistono dei meccanismi che impediscono al corpo di cadere.
  • Il movimento è gestito e organizzato dalle catene muscolari che originano tutte dal cranio e si dipanano nel corpo attraverso muscoli, fasce, tendini e organi interni.
  • Anche gli organi viscerali (intestino, fegato, ecc.) possono influenzare la postura e l’efficacia del movimento, ciò è stabilito da relazioni anatomo-funzionali tra apparato scheletrico, catene muscolari e visceri. Se ad esempio si accusa un dolore allo stomaco il corpo si difenderà posizionando il busto in flessione anteriore. Ciò solleciterà notevolmente le articolazioni della colonna e la muscolatura.
  • Anche le cicatrici, soprattutto quelle dovute a operazioni chirurgiche, possono alterare le catene muscolari, in quanto creano un punto fisso tra più strati di tessuto fasciale, provocando tensioni anomale anche in vari punti lontani dalla cicatrice.

Cosa provoca la disfunzione di una catena muscolare

  • Meccanismo masticatorio alterato (pre-contatto, malocclusione, ecc.)
  • Meccanismo deglutitorio alterato (spesso dovuto al mancato allattamento al seno). Si ricorda che una alterazione deglutitoria può provocare: cefalee e incubi, ipertrofia adenoidi, scoliosi, piattismo plantare e otiti ricorrenti.
  • Cicatrici, soprattutto quelle provocate da operazioni in addome.
  • Disfunzione viscerale: se un organo coinvolto in una catena non funziona fisiologicamente o è mal posizionato (ad esempio una ptosi renale) può provocare una alterazione alla catena stessa, portando perciò ad uno scompenso.
  • Disfunzione craniale (quando cioè una o più suture craniche si ingaggiano e non permettono micro movimenti adattativi della scatola cranica).
  • Stati d’ansia e alterazioni del meccanismo respiratorio.

Come rimediare?

Importante: prima di rivolgersi all’osteopata esporre sempre il problema al proprio medico curante.

Fondamentale è capire esattamente quale catena è perturbata, come lo è, e soprattutto cosa ha provocato la perturbazione.
A questo punto l’intervento dovrà essere mirato al problema stesso: se il problema è dato da un pre-contatto o da una mal posizione dentaria ci si dovrà rivolgere ad un odontoiatra o ortodontista; se invece il problema è di natura deglutitoria o fonatoria ci si dovrà rivolgere ad un logopedista.

In generale i professionisti che possono intervenire su un’alterazione posturale sono: odontoiatra, ortodontista, logopedista, oculista, otorinolaringoiatra e tutte le figure che si applicano in ambito sanitario con una visione globale della persona.

Tra tutte queste, l’osteopata rappresenta una delle figure più importanti, in quanto ha una visione globale e d’insieme dell’organismo, ma soprattutto può intervenire in maniera determinante sulle catene in disfunzione utilizzando le sue capacità manuali.

Il miglior modo per intervenire è il lavoro di equipe tra l’osteopata e le altre figure professionali. Solo così, infatti, il problema può essere preso in considerazione e trattato in maniera proficua.

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